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Venerdì, 20 novembre 2020

Nuova pubblicazione: Gli 89 alberghi più belli della Svizzera

Guesthouse Le Locle, Le Locle NE (Foto: Noah Steiner, Patrimonio svizzero)

Hôtel Masson, Veytaux VD (Foto: Hôtel Masson)

Chez Elsy – Crans-Sapins, Crans-Montana VS (Foto: Noah Steiner, Patrimonio svizzero)

Hôtel Bella Tola & St-Luc, St-Luc, VS (Foto: Noah Steiner, Patrimonio svizzero)

Jugendherberge Bern, Bern (Foto: Noah Steiner, Patrimonio svizzero)

Hotel Terrasse, Vitznau LU (Foto: Noah Steiner, Patrimonio svizzero)

Gasthof Hirschen, Eglisau ZH (Foto: Noah Steiner, Patrimonio svizzero)

Ortstockhaus, Braunwald GL (Foto: OSH Braunwald GmbH)

Casa Lucomagno, Olivone TI: Vivere l’arte nella Valle di Blenio (Foto: Noah Steiner, Patrimonio svizzero)

Patrimonio svizzero presenta, fresca di stampa e in una veste nuova, la 5a edizione di «Gli alberghi più belli della Svizzera», una raccolta in cui sono illustrate 89 strutture alberghiere, dove la cultura della costruzione e quella dell’ospitalità sono di casa. Questa 5a edizione contempla 35 nuove proposte che vanno ad aggiungersi ai 54 «grandi classici» che figuravano già nelle precedenti pubblicazioni.

Ospitalità e cultura della costruzione all’insegna della qualità
Nel nostro Paese, il panorama alberghiero è molteplice. La scelta è vasta e l’offerta variegata. E allora, che cosa deve avere una struttura affinché Patrimonio svizzero decida di annoverarla tra gli alberghi «più belli»? Che si tratti di un edificio storico o di una nuova costruzione particolarmente riuscita sotto il profilo architettonico, un «bell’albergo» deve innanzitutto testimoniare una cultura della costruzione autentica e di qualità. Ma non solo: per essere bella, una struttura deve anche essere conservata con accortezza e gestita con amore e creatività. Un altro criterio decisivo è dato dal buon inserimento nel tessuto regionale, come pure da un concetto gestionale convincente, unito, non da ultimo, a una calorosa ospitalità. 

Originalità e inserimento nel tessuto regionale 
Patrimonio svizzero è andato alla ricerca degli alberghi più belli ai quattro angoli del nostro Paese e ha scoperto 35 nuove strutture particolarmente meritevoli che vanno ad aggiungersi ai 54 hotel ormai consolidati e nella lista dei «grandi classici». Il ventaglio, ampio e ben assortito, spazia dall’albergo cittadino, frutto della trasformazione di un ex deposito per il grano, al grand hotel alpino in una vallata vallesana, fino a includere un antico convento nella Svizzera centrale e un albergo del Malcantone, ubicato in un edificio che in passato serviva da dogana. Per quanto diverse e molteplici possano essere, le strutture presentate sono tutte accomunate dal loro carattere assolutamente unico e straordinario, ma anche e soprattutto dal fatto di essere gestite con passione, da albergatori che si impegnano, giorno dopo giorno, nell’offrire una vera cultura dell’ospitalità e, al contempo, nel promuovere l’identità regionale e la tutela del patrimonio costruito.

Nuova veste
La 5a edizione di «Gli alberghi più belli della Svizzera» è stata oggetto di una rivisitazione completa, sia per quanto concerne la forma che i contenuti. Alcuni elementi sono stati ripresi dalle versioni precedenti, ad esempio la cartina sinottica e i simboli di spiegazione, il layout è stato invece strutturato in modo più chiaro e leggibile, con immagini a tutta pagina. Un’altra novità originale, e che cattura l’attenzione, è anche il grande esagono elegantemente ritagliato sulla copertina. 

Informazioni per l’ordinazione 
120 pagine riccamente illustrate
Formato A6
In tre lingue D/F e D/I, in base alla regione
Prezzo di vendita: CHF 18.–/ membri Patrimonio svizzero: CHF 10.–
ISBN 978-3-907209-05-9 

Foto in qualità di stampa scaricabili al seguente link: https://www.dropbox.com/sh/f33cyysk9jzarvv/AADCxSJ3Bc7Ule51Bu4FObW-a?dl=0  

Ordinazione al sito:
www.heimatschutz.ch/shop   

Per informazioni e domande:
Regula Steinmann, responsabile progetto Cultura della costruzione,
tel.: 044 254 57 05, regula.steinmann(at)heimatschutz.ch 

 

 

Maggiori informazioni

Trovate maggiori informazioni su Patrimonio svizzero nelle pagine in tedesco e francese del sito:  

 

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